La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole

La voce degli ultimi che diventa libro

La Sala Multimediale della Cartiera Papale di Ascoli Piceno è gremita, in questo sabato pomeriggio di marzo, mentre si attende che i relatori prendano la parola. Non è la presentazione di un libro qualunque quella che si terrà di lì a poco, bensì un’occasione per riflettere e confrontarsi con un “mondo sommerso” che i più tendono a dimenticare o a non considerare.

Museo della Cartiera Papale di Ascoli Piceno

“La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole”: questo è il titolo del libro, edito dalla Cromo Edizioni di Ascoli Piceno, dietro il quale si cela un progetto dall’altissimo valore sociale e umano: la voce degli ultimi che si fa racconto.

Ma chi sono questi “ultimi”?

Sono i detenuti del carcere di Marino del Tronto e i migranti che hanno accettato di mettersi in gioco e imprimere sulla carta “Racconti” e “Ricordi”, vicende di vita vissuta che vanno ben oltre il reato commesso. Sono storie di infanzia, di crescita, di amore, di legame con i propri luoghi, di abbandono, di fuga, di sofferenza e di voglia di riscatto.

"La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole" edito da Cromo Edizioni

Lo stimolo a scrivere e raccontarsi è arrivato grazie all’iniziativa del C.P.I.A. di Macerata, il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti diretto dalla Dott.ssa Sabrina Fondato, e quello di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, tramite il quale il Prof. Nazzareno Cioni ha insegnato a detenuti e giovani migranti, dando poi loro la possibilità di parlare del proprio vissuto e farne una vera e propria pubblicazione.

Vedere un pubblico così folto e attento, ma soprattutto veder letteralmente “sparire” uno dopo l’altro i libri in vendita in un’occasione del genere, da la misura di quanto questo tema sia in realtà caro agli animi sensibili.

La Dott.ssa Sabrina Fondato parla ad una sala gremita del progetto del CPIA di Macerata.

A moderare l’incontro è la Dirigente Scolastica del C.P.I.A. di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto Patrizia Palanca, che introduce e dialoga con gli intervenuti: la Dott.ssa Sabrina Fondato, il Prof. Nazzareno Cioni, il Prof. Giuseppe Vaglieco, l’Avv. Francesco Petrelli dell’Unione delle Camere Penali Italiane, il Dr. Riccardo De Vito, Presidente di Magistratura Democratica, il Dr. Fabio Alonsi dell’Osservatorio della Cassazione, la Dott.ssa Isabella Crucianelli, artista che ha “prestato” le sue opere alla pubblicazione, fino al Prof. Marco Giovagnoli, sociologo di Unicam.

L'appassionato intervento del Prof. Nazzareno Cioni del CPIA di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.

Ma certamente i momenti più toccanti hanno visto interagire con gli intervenuti due autori dei racconti contenuti nel libro: Giampiero Angelini e Luca Brunelli.

Un’occasione preziosa per dire al mondo:

“Io esisto. Ci sono ancora su questa terra, anche se invisibile per la stragrande maggioranza di voi. Io sono qui e non mi limito a marcire in un angolo, a sopravvivere. Sono qui per imparare ancora e mettermi in gioco. Sono qui per mettermi in discussione e in ascolto. Sono qui.”

Le copie del libro "La luna è dietro le sbarre, il mare ha il colore del sole" vanno a ruba

Un progetto che permette a chi potrebbe sentirsi finito, morto per la società, di far sentire la propria voce, di sfidare se stesso e dimostrarsi di poter fare qualcosa di buono semplicemente raccontandosi, confrontandosi con i propri compagni e con la comunità che si trova al di là delle sbarre.

Quando l’inclusione sociale passa attraverso il dialogo, allora l’arricchimento è davvero reciproco.

Carnevale Storico di Castignano

Quando anche la giustizia si fermava per far festa, passando per la Roma Papalina descritta da Goethe fino ad arrivare all’odierna Sfilata dei Moccoli

Il Carnevale a Castignano è tradizione particolarmente amata da secoli, tanto che si hanno tracce documentate fin dalla fine del XVI secolo, precisamente dal 1580, anno in cui nello statuto comunale si fa riferimento, seppur indiretto, al Carnevale. Difatti, le festività Carnevalesche rivestivano un’importanza tale che vengono indicati il Mercoledì delle Ceneri ed i due giorni precedenti, ovvero il lunedì e martedì Grasso, come ricorrenze in cui non si poteva esercitare la giustizia, presumibilmente affinché tutti potessero partecipare ai festeggiamenti con animo sereno.

Altra traccia della rilevanza del Carnevale si ha in un altro documento, quello del 1601, in cui si fa cenno al “Monte frumentario dell’abbondanza”, che durante il periodo carnevalesco elargiva piccole quantità di grano ai più bisognosi ad interessi molto bassi così come avveniva a Natale e Pasqua.

Da sempre, dunque, per i Castignanesi il Carnevale è una festività di grande interesse, addirittura al pari di Natale e Pasqua, e di conseguenza da onorare e portare avanti nel migliore dei modi, seguendo le tradizioni. Una festa del popolo e per il popolo in cui nessuno era servo di nessuno, l’ordine delle cose veniva rovesciato e per qualche giorno non si pensava alle fatiche della vita contadina lasciando spazio a maschere, divertimento, allegria e buon cibo.

Oggi il Carnevale a Castignano è ancora molto sentito anche se… non si blocca la giustizia e nessuno fa prestiti vantaggiosi di alcun tipo!

I festeggiamenti iniziano ufficialmente circa 3 settimane prima del Martedì con le serate danzanti in maschera al teatro comunale per poi arrivare al Giovedì Grasso, giorno in cui la tradizione vuole che si mangi 7 volte ed in paese vengono distribuite in piazza Umberto I le tipiche “pizzaonde” ovvero “pizzeunte”, un tempo fritte con lo strutto e di qui l’aggettivo onte > unte, accompagnate da buon vino e dalla musica della banda.

L’apice del Carnevale si tocca però con la coloratissima Sfilata dei Moccoli che avviene all’imbrunire il giorno del Martedì Grasso, dopo la parata che vede partecipi decine di carri allegorici e numerosi gruppi mascherati che coinvolgono centinaia di persone di tutte le età per le vie del paese.

La Sfilata dei Moccoli, che sancisce la chiusura e la morte simbolica del Carnevale, si ricorda da sempre e se ne hanno notizie attestate a partire dal 1861. Molto probabilmente è stata una tradizione mutuata dalla Roma Papalina del XVIII e XIX secolo, quando a via del Corso si svolgeva la Corsa dei moccoletti descritta anche da Goethe nel suo Viaggio in Italia:

Appena cala la notte sul Corso angusto e infossato, ecco apparire qua e là dei lumi alle finestre, altri accennare sui palchi e, in pochi minuti, diffondersi all’intorno un tal fuoco, che tutta la via appar rischiarata da ceri ardenti… Ognuno si fa un dovere di portare un MOCCOLO acceso e da tutte le parti echeggia l’interiezione favorita dei romani “Sia ammazzato, sia ammazzato chi non porta il moccolo!”grida l’un l’altro, cercando ognuno di spegnere con un soffio il lume avversario”.

A Roma, tale manifestazione fu però abolita nel 1874 a causa della piega che stava prendendo il Carnevale della capitale… troppo pericoloso e fuori controllo.

A Castignano invece tale tradizione non è mai scomparsa ed anzi, è stata portata avanti con fermezza, e così come nella Roma di un tempo, quando gli ultimi rossori del tramonto fanno spazio alle tenebre, in piazza Umberto I si accendono i primi moccoli, canne intagliate a forma di lanterna e rivestite con carta velina colorata. Il suono della catubba detta il tempo della frase ripetuta incessantemente da ogni partecipante alla sfilata: “Fora fora li moccule!”, ovvero “Fuori fuori i moccoli!”, invito di tutti a far uscire in strada le persone con il proprio lanternino ed unirsi al serpentone di luci colorate che, facendo il giro delle vie principali, giunge poi in Piazza San Pietro, al cospetto della grande chiesa romanica, dove si accende un enorme falò.

Attorno alle fiamme divampanti si attende l’arrivo di tutti i partecipanti al grido alto e forte di “Fora fora li moccule” per poi darsi battaglia l’uno con l’altro e gettare tra le fiamme ognuno il proprio moccolo per esorcizzare i malanni dell’anno passato e propiziare fortuna per il futuro, una rinascita simbolica dalle ceneri dettata dal fuoco purificatore.

Una tradizione unica, suggestiva, coinvolgente e magica, tramandata con orgoglio di padre in figlio per tenere accesa la fiamma di un passato che sempre più spesso si tende a dimenticare.

http://www.prolococastignano.it/